Sistema ad ore ineguali o “temporarie”

 Il dì (periodo di luce) era  suddiviso in 12 ore di durata diversa a  seconda delle stagioni:
per  latitudine 45°: circa 70 minuti in estate,  40 minuti in inverno ,  60 minuti in  primavera a
utunno).

      Si presenta con due tipi di ore che hanno avuto una diversa collocazione storica.

 


    Ora planetaria (detta anche antica, giudaica o romana)
      [dal 3000 a.C. con testimonianze fino al XVI° secolo ed oltre]

        E' il primo sistema di cui si ha conoscenza ed è stato usato nelle civiltà del mondo antico insediate a latitudini poco elevate come Babilonesi, Egizi, Ebrei, civiltà greca per poi diffondersi nell’impero romano.
    Ciascuna delle 12 ore diurne era sotto l'influenza di un pianeta variabile per ogni giorno della settimana secondo una ben precisa successione.  Di conseguenza lo svolgimento delle attività umane era effettuato in modo da approfittare dell'ora ritenuta più propizia nell’arco settimanale in quanto sotto la "protezione" di quel determinato pianeta.
    La notte veniva divisa in 4 o 3 "vigilie” corrispondenti alla durata del servizio di guardia di un soldato.

 

    Questo sistema è riportato nei Vangeli nella narrazione della Passione di Cristo e citato nella Divina Commedia.

    Nella foto è riportata una bella meridiana ad ore planetarie che fa parte di un complesso di quattro orologi solari nel centro storico di  S. Benigno Canavese (TO). Essi sono stati eseguiti nel 1699 a firma di Martinus Blancus ed indicano ciascuna diversi sistemi orari.

 


Ora canonica
[dal VI°secolo  con testimonianze fino al XVI° secolo ed oltre]

       E’ sostanzialmente lo stesso sistema ma più semplificato e senza la suddivisione  planetaria. Si è diffuso nei monasteri nel Medio Evo col Monachesimo ed è stata utilizzata in seguito anche nella vita civile fino alla diffusione in Europa delle conoscenze matematiche ed astronomiche della cultura araba.
        La giornata veniva suddivisa in ore canoniche, molte delle quali coincidenti nella vita del monastero con momenti di preghiera comunitaria, secondo la Regola di S. Benedetto. In particolare: il “mattutino”(3 ore prima dell’aurora), le “lodi” (l’alba), la “prima” (al primo mattino), la “terza” (metà mattina), la “sesta” o “angelus” (mezzogiorno), la “nona” (metà pomeriggio), la “dodicesima” o “vespro” (al tramonto), la “compieta”(a fine crepuscolo) ed il

“notturnale” (ottava ora della notte).

         Solo le ore centrali diurne erano riportate sulle meridiane e corrispondevano ad alcune ore planetarie con il risultato di un sistema di suddivisione del dì molto semplice e di facile uso civile.
        Le meridiane ad ore canoniche sono presenti nelle abbazie e nei monasteri come preziosa testimonianza di un momento culturale molto incisivo per tutto l’ occidente.

        La foto mostra una interessante meridiana ad ore canoniche del XII° secolo a Montecosaro (MC). Sono indicate le ore T = Terza,   S = sesta    N = Nona.

 


 

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